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ORMAI COMANDANO LORO – LA VICENDA DI VIA QUARANTA DIMOSTRA
L’ARROGANZA DELL’ISLAM
Nei giorni scorsi
abbiamo appreso dalle cronache della chiusura della scuola islamica
di via Quaranta a Milano: in seguito al provvedimento la comunità
islamica stessa ha rifiutato di iscrivere i propri figli alla scuola
pubblica occupando i marciapiedi della via per svolgere la
quotidiana “regolare” lezione.
Beato ancora chi ha
voglia di credere che sia tutto uno scherzo. Che il dialogo sia
possibile. Che se non fosse per quei rozzi leghisti sarebbe il
miglior mondo possibile. Beati loro, i soloni del multiculturalismo.
Ma sotto l’ipocrisia, la verità è un’altra. La verità è che
comandano loro: nella scuola di via Quaranta, nelle moschee, nei
centri culturali, nelle macellerie, nei phone center,
nell’assegnazione degli alloggi. Con arroganza dicono che i loro
figli devono studiare l’arabo, e lo fanno: non importa se il
prefetto di Milano ed il sindaco Alberini abbiano preso una
decisione diversa. Le nostre autorità non contano nulla per quelle
comunità. Allora, cosa vogliamo fare? Abbiamo visto dove porta il
dialogo: non importa se le autorità pubbliche hanno deciso che la
scuola deve chiudere ed i bambini devono andare nella scuola
pubblica. Hai voglia a concedere aperture e promesse. Ecco la
risposta: marciapiede occupato dai bambini e dagli adulti islamici.
Non ci hanno messo un attimo, loro: occupazione. Poi le forze
dell’ordine hanno sistemato tutto, almeno fino al prossimo ricatto
di questa gente a cui tutto sembra essere dovuto.
Ministro Pisanu,
questa è l’idea di dialogo dell’Islam moderato: finché gli lasci
fare quello che vogliono, va tutto bene; ma se fai qualcosa che a
loro non va a genio, lo fanno lo stesso, accusandoti di razzismo
quando gli ricordi che ci sono delle regole da rispettare. Non era
difficile capire che saremmo arrivati a questo punto: a furia di
tolleranza, di concessioni e di buonismo ipocrita, questi sono i
risultati. Questa gente se ne frega delle nostre leggi, di fronte
alla nostra mollezza rispondono imponendo la loro arroganza. E noi
lì come fessi, a guardare impalati e a doversi pure giustificare.
Chissà cosa ne penserà la ex ministro Livia Turco, che proprio
riferendosi a questa gentaglia ha dato alle stampe il suo capolavoro
editoriale “I nuovi italiani”. Robe da matti.
Cos’altro deve
succedere per prendere decisioni politiche? La scuola islamica non
si fa, punto e basta. E se ignori le decisioni delle nostre autorità
vieni espulso, perché non vogliamo trovarci in casa qualcuno che
decide al posto nostro, a casa nostra. E chi usa i bambini per
occupare il marciapiede, si avviano le procedure di espulsione per
tutta la famiglia. Pisanu deve muoversi, invece di perdere tempo a
istituire inutili consulte dei moderati: stiamo subendo un tentativo
di penetrazione territoriale, culturale e religiosa, non ci si può
permettere tentennamenti. “Padroni a casa nostra” non deve essere
solo uno slogan, deve diventare un punto programmatico se si vuole
ancora difendere la nostra identità culturale.
Francesco Rossi
coordinatore
provinciale Giovani Padani Parma
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