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Cara Alice,
leggendo l'intervista apparsa su Alice a Fabio Marmiroli,
esponente di Azione Giovani, ritengo necessarie alcune
riflessioni.
Nonostante Marmiroli sostenga che vi sia una generale
condivisione tra le posizioni da lui espresse e quelle
sostenute dal partito a cui la sua formazione fa
riferimento, ovvero Alleanza Nazionale, devo constatare
invece una pressochè totale divergenza su temi davvero
cruciali. In primo luogo l'immigrazione: la politica di
rigore sostenuta da Marmiroli non mi pare sia simile a
quella di Alleanza Nazionale che negli ultimi mesi ha
addirittura proposto il diritto di voto per gli
immigrati senza cittadinanza nonchè addirittura
l'abolizione delle quote d'ingresso (un'altra perla del
brillante Fini) mentre Marmiroli è "per evitare ingressi
incontrollati" poichè "non possiamo accogliere tutti".
Sul tema della nascente costituzione europea Marmiroli
auspica "una Europa meno tecnocratica e più attaccata
alla sua identità", mentre mi pare che Fini e la sua
combricola non abbiano opposto una particolare
resistenza al rifiuto dei poteri forti di inserire nel
trattato le radici cristiane e non mi pare nemmeno che
Alleanza Nazionale si sia proclamata chiaramente contro
l'ingresso della Turchia in Europa o perlomeno per un
referendum consultivo, e mi sembra che questa sia una
battaglia irrinunciabile per chi sostiene la difesa
delle identità in quanto la Turchia di europeo non ha
proprio nulla. Vorrei ricordare a Marmiroli che la
tutela delle identità significa la difesa delle nostre
tradizioni, delle nostre lingue, delle nostre usanze
dall'imposizione della società multietnica e
multireligiosa che la sinistra, i poteri forti, la
massoneria, gli americani e, ahimè, anche larga parte
della chiesa stanno portando avanti per giungere al
totale sradicamento etno-culturale dei nostri popoli.
La difesa dell'identità non è solo l'organizzare le
commemorazioni per il 4 novembre o per il 2 giugno o il
cantare l'inno quando gioca la nazionale; la tutela del
nostro patrimonio culturale è e deve essere un'opera
continua da parte delle forze politiche che rifiutano il
tentativo che ho sopra riferito attraverso
l'affermazione e la salvaguardia delle specificità
territoriali che sono la nostra vera ricchezza. Quando
poi Marmiroli sostiene che vorrebbe meno tecnocrazia gli
rimembro come AN faccia della spesa pubblica,
dell'assistenzialismo meridionalista e del mantenimento
dell'elefantiaca burocrazia statale i suoi cavalli di
battaglia; negli ultimi giorni AN stessa ha addirittura
avuto il coraggio di chiedere consistenti aumenti
salariali per gli statali, che in Italia sono quasi 5
milioni, di gran lunga il record in Europa, mentre
secondo Fini non ci sarebbe la copertura per tagliare le
tasse: forse più che la copertura manca la volontà di
agire nella direzione di tagliare la spesa pubblica per
snellire lo stato.
Devo poi constatare come Marmiroli riesca addirittura a
contraddirsi nello spazio di poche righe: prima si dice
favorevole ad una rigorosa politica immigratoria e
appena dopo si dice soddisfatto dell'operato del
ministro Pisanu che a mio parere si è invece rivelato
totalmente incapace di gestire il problema immigrazione:
mentre egli era a firmare qualche inutile e ridicola
intesa bilaterale per mesi sono continuati gli sbarchi
di clandestini senza che fosse assunto alcun
provvedimento utile a contrastare il fenomeno in modo
vigoroso. La legge Bossi-Fini, o forse sarebbe meglio
dire la legge Bossi e basta, sarebbe una buona legge se
fosse applicata integralmente e senza ambiguità: in
questo modo permetterebbe anche di risolvere il problema
fittizio del sovraffollamento carcerario poichè in base
ad un articolo della legge stessa si può procedere al
rimpatrio degli extracomunitari incarcerati, che in
molte carceri costituiscono più della metà dei detenuti.
Ma come soluzione alcuni deputati di AN nonchè il resto
della CdL, esclusa la Lega, hanno preferito votare il
vergognoso indultino, alla faccia della certezza della
pena e della sicurezza del cittadino sbandierate nel
programma elettorale del 2001.
Concludendo dico che mi sarei aspettato da parte della
componente giovanile di An una presa di distanza
rispetto alla deriva ideale e politica imboccata da AN
ma devo ritenermi deluso e non mi rimane che consigliare
a Marmiroli e soci un bel corso accelerato di coerenza.
Francesco Rossi
coordinatore Giovani Padani di Parma |