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(Alice n.116 del 30/11/2004)

(www.dilloadalice.it)
 

Le lettere ad Alice...

Cara Alice,

leggendo l'intervista apparsa su Alice a Fabio Marmiroli, esponente di Azione Giovani, ritengo necessarie alcune riflessioni.

Nonostante Marmiroli sostenga che vi sia una generale condivisione tra le posizioni da lui espresse e quelle sostenute dal partito a cui la sua formazione fa riferimento, ovvero Alleanza Nazionale, devo constatare invece una pressochè totale divergenza su temi davvero cruciali. In primo luogo l'immigrazione: la politica di rigore sostenuta da Marmiroli non mi pare sia simile a quella di Alleanza Nazionale che negli ultimi mesi ha addirittura proposto il diritto di voto per gli immigrati senza cittadinanza nonchè addirittura l'abolizione delle quote d'ingresso (un'altra perla del brillante Fini) mentre Marmiroli è "per evitare ingressi incontrollati" poichè "non possiamo accogliere tutti".

Sul tema della nascente costituzione europea Marmiroli auspica "una Europa meno tecnocratica e più attaccata alla sua identità", mentre mi pare che Fini e la sua combricola non abbiano opposto una particolare resistenza al rifiuto dei poteri forti di inserire nel trattato le radici cristiane e non mi pare nemmeno che Alleanza Nazionale si sia proclamata chiaramente contro l'ingresso della Turchia in Europa o perlomeno per un referendum consultivo, e mi sembra che questa sia una battaglia irrinunciabile per chi sostiene la difesa delle identità in quanto la Turchia di europeo non ha proprio nulla. Vorrei ricordare a Marmiroli che la tutela delle identità significa la difesa delle nostre tradizioni, delle nostre lingue, delle nostre usanze dall'imposizione della società multietnica e multireligiosa che la sinistra, i poteri forti, la massoneria, gli americani e, ahimè, anche larga parte della chiesa stanno portando avanti per giungere al totale sradicamento etno-culturale dei nostri popoli.

La difesa dell'identità non è solo l'organizzare le commemorazioni per il 4 novembre o per il 2 giugno o il cantare l'inno quando gioca la nazionale; la tutela del nostro patrimonio culturale è e deve essere un'opera continua da parte delle forze politiche che rifiutano il tentativo che ho sopra riferito attraverso l'affermazione e la salvaguardia delle specificità territoriali che sono la nostra vera ricchezza. Quando poi Marmiroli sostiene che vorrebbe meno tecnocrazia gli rimembro come AN faccia della spesa pubblica, dell'assistenzialismo meridionalista e del mantenimento dell'elefantiaca burocrazia statale i suoi cavalli di battaglia; negli ultimi giorni AN stessa ha addirittura avuto il coraggio di chiedere consistenti aumenti salariali per gli statali, che in Italia sono quasi 5 milioni, di gran lunga il record in Europa, mentre secondo Fini non ci sarebbe la copertura per tagliare le tasse: forse più che la copertura manca la volontà di agire nella direzione di tagliare la spesa pubblica per snellire lo stato.

Devo poi constatare come Marmiroli riesca addirittura a contraddirsi nello spazio di poche righe: prima si dice favorevole ad una rigorosa politica immigratoria e appena dopo si dice soddisfatto dell'operato del ministro Pisanu che a mio parere si è invece rivelato totalmente incapace di gestire il problema immigrazione: mentre egli era a firmare qualche inutile e ridicola intesa bilaterale per mesi sono continuati gli sbarchi di clandestini senza che fosse assunto alcun provvedimento utile a contrastare il fenomeno in modo vigoroso. La legge Bossi-Fini, o forse sarebbe meglio dire la legge Bossi e basta, sarebbe una buona legge se fosse applicata integralmente e senza ambiguità: in questo modo permetterebbe anche di risolvere il problema fittizio del sovraffollamento carcerario poichè in base ad un articolo della legge stessa si può procedere al rimpatrio degli extracomunitari incarcerati, che in molte carceri costituiscono più della metà dei detenuti. Ma come soluzione alcuni deputati di AN nonchè il resto della CdL, esclusa la Lega, hanno preferito votare il vergognoso indultino, alla faccia della certezza della pena e della sicurezza del cittadino sbandierate nel programma elettorale del 2001.

Concludendo dico che mi sarei aspettato da parte della componente giovanile di An una presa di distanza rispetto alla deriva ideale e politica imboccata da AN ma devo ritenermi deluso e non mi rimane che consigliare a Marmiroli e soci un bel corso accelerato di coerenza.

Francesco Rossi
coordinatore Giovani Padani di Parma