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L'età delle signorie |
La decadenza del
Comune e i conflitti interni, che vedono contrapporsi al predominio
ghibellino le famiglie filopapali (Sanvitale, Rossi, Lupi) culminano
nello scontro del 1248 e nella sconfitta dello stesso imperatore
Federico II.
Agli inizi del '300 comincia una profonda crisi, non solo politica,
a causa della contrapposizione tra diverse fazioni (soprattutto dei
Rossi e dei da Correggio), ma anche sociale ed economica, crisi che
vive il suo momento più drammatico nella grande peste del 1347.
Dopo alterni domini Parma viene conquistata dai Visconti (1341),
passa quindi a Filippo Maria (1420) e, dopo un brevissimo periodo di
indipendenza con il principato dei Terzi (1404-09), agli Sforza
(1440-1500), che dominano il contado per mezzo di grandi famiglie
signorili (i Pallavicino, i Rossi, i Sanvitale, i da Correggio).
Queste potenti famiglie fanno rinascere un particolarismo di tipo
feudale, rafforzando le sedi del potere locale con terre e castelli,
nuclei di signorie rurali cui il potere centrale è costretto a
cedere privilegi e immunità.
Anche la mezzadria, diffusa a partire dal XIV secolo, entra in
crisi al radicarsi di queste signorie.
Vasti territori costituiscono di fatto e nei titoli degli stati
autonomi: i Landi governano dal 1257 al 1682 le alte valli del Taro
e del Ceno con le superbe rocche di Bardi, Compiano e Borgo Val di
Taro (dal 1551); i Pallavicino, investiti di Borgo San Donnino
(Fidenza) nel 981, occupano tutta la fascia occidentale dell'attuale
provincia, dalle colline fino al Po, ponendo la loro capitale a
Busseto. Una caratteristica peculiare del parmense è la continuità
del dominio feudale che, esercitato da queste famiglie per secoli,
arriva in alcuni casi fino ai giorni nostri.
Nell'Appennino e nella collina, oltre ai Landi, i Fieschi
controllano Albareto (XII secolo-1547), Borgo Val di Taro (XIII
secolo-1547) e Calestano (fino al 1650), i Rossi Corniglio (XIII-XVII
secolo), i Pallavicino Solignano (1249-1805)e Scipione (XI
secolo-1776), i Sanvitale Sala Baganza e Fontanellato (XIII-XVII
secolo).
In pianura i Torelli detengono Montechiarugolo (1406-1612), i Meli
Lupi Soragna (dal XV secolo fino ad oggi), i Sanseverino Colorno
(1458-1612), ancora i Rossi San Secondo (XIV-XIX secolo). Estesi e
longevi anche i possessi ecclesiastici, come le valli e le corti di
Monchio (dal 941 al 1805) e Mezzani (dall'altomedioevo fino al
1763).
Tra il XV e il XVI secolo Parma fu al centro dei conflitti europei:
celebre è la battaglia di Fornovo tra Carlo VIII e l'esercito della
Lega italiana condotto da Francesco Gonzaga (5-6 luglio 1495). Dal
1500 al 1521 la città passa ai francesi, con una breve parentesi
della Chiesa (1512-15), quindi ancora alla Chiesa fino al 1545. |
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