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Il
Ducato dei Farnese |
Nel 1545 Papa
Paolo III, allo scopo di creare uno stato cuscinetto tra lo stato
della Chiesa e il potere spagnolo in Lombardia, impone il figlio
prediletto PierLuigi Farnese alla nuova forma politica di Parma e
Piacenza. Da allora, grazie anche a un'ingente disponibilitā
finanziaria e patrimoniale, i Farnese affermeranno per due secoli la
loro autoritā sul territorio.
PierLuigi, dopo avere portato la capitale a Piacenza, viene
assassinato nel 1547 e le cittā occupate in nome dell'imperatore. Il
duca Ottavio riuscė a recuperare prima Parma, nel 1550, poi
Piacenza, nel 1556.
A Ottavio II (1547-86) si deve il consolidamento dello stato, il
contenimento del potere dei nobili e un'intensa riforma delle
strutture della cittā, per adeguarla al ruolo di capitale.
Il duca Alessandro I affida la reggenza a Ranuccio I (1592-1622),
sotto al quale si fissa la struttura dello stato.
Nel 1594 vengono emanate le costituzioni con i poteri del Consiglio
di Grazia e Giustizia; č potenziata l'Universitā e fondato il
Collegio dei Nobili. Prosegue anche la guerra ai piccoli feudatari,
che culmina nel 1612 con l'esecuzione nella piazza centrale di Parma
di Barbara Sanseverino e altri sei nobili accusati di congiura
contro il duca.
Acquisiti dapprima i feudi dei Pallavicino, nel 1588, quindi quelli
dei Landi, nel 1682, alla fine del XVII secolo tutto il territorio
parmense sarā saldamente nelle mani dei Farnese. Sotto di loro
inizia la radicale trasformazione del castello dei Sanseverino a
Colorno in fastosa residenza estiva, trasformazione operata da
Ferdinando Bibiena. |
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