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BENVENUTI NEL SITO DEI GIOVANI PADANI DELLA PROVINCIA DI PARMA - .:: GIOVANIPADANIPARMA.ORG ::.


 

(Alice n.119 del 21/12/2004)
(www.dilloadalice.it)

Alice intervista Francesco Rossi, coordinatore provinciale: “Il nostro impegno all’interno dell’università di Parma. No all’invasione islamica. A sinistra assistiamo a spot viventi della più becera ipocrisia. Zibana ha lavorato bene”.

Da quando esistono e come sono organizzati i Giovani Padani?

Innanzitutto la prima cosa da precisare è che il Movimento Giovani Padani rappresenta la formazione giovanile della Lega Nord Padania e con essa condivide ideali e progetti. A Parma i Giovani Padani esistono da diversi anni, da quando cioè l'ex coordinatore Enrico Fontana di Sorbolo ne fondò il coordinamento provinciale. I primi anni di attività sono stati costellati da iniziative di grande rilievo come l'organizzazione, proprio a Sorbolo, di un comizio con Umberto Bossi ed una manifestazione federale dei Giovani Padani nel centro di Parma alla quale partecipò anche l'europarlamentare Borghezio.

 

Tu quando sei entrato nei Giovani Padani?

Nel 2001, quando avevo diciott'anni, e sono stato nominato coordinatore provinciale nell'ultimo mese di settembre. Attualmente il nostro gruppo conta su una quarantina di ragazzi tra i quali parecchi studenti iscritti all' Università degli Studi di Parma.

Quali iniziative avete messo in campo negli ultimi tempi, e quali avete in programma?

Negli ultimi tempi abbiamo cercato di sforzarci al massimo per far conoscere il nostro movimento e le tematiche che più ci stanno a cuore. Nello scorso mese di marzo, in occasione delle elezioni universitarie per il rinnovo degli organi rappresentanza studenteschi, siamo riusciti a presentare per la prima volta a Parma la lista del Movimento Universitario Padano e nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, sia economici che umani (in senso numerico), abbiamo raggiunto un lusinghiero 4%. Bisogna considerare che eravamo in competizione con vere organizzazioni politiche radicate a livello universitario da decenni ed appoggiate finanziariamente e politicamente dai partiti di riferimento. L'esperienza è stata comunque molto positiva ed infatti negli ultimi mesi le adesioni pervenute attraverso il sito www.giovanipadani.com sono state numerose.

Quali i vostri cavalli di battaglia a livello universitario?

L'abolizione legale del titolo di studio, maggiori aiuti agli studenti lavoratori ma soprattutto la precedenza nell'assegnazione delle borse di studio e degli alloggi universitari ai giovani residenti nella nostra regione. Nel periodo dell'ultima campagna elettorale l'ex coordinatore Fontana ha anche partecipato ad una puntata di Agorà su TV Parma dedicata ai giovani impegnati in politica. Nelle ultime settimane siamo poi impegnati in una campagna di sensibilizzazione con distribuzione nelle facoltà di volantini riguardo al problema dell'ingresso nell'Unione Europea della Turchia: a questo proposito, proprio domenica scorsa, abbiamo partecipato alla grande manifestazione organizzata a Milano dalla Lega Nord per affermare la nostra contrarietà all'annessione della Turchia.

Le scadenze future più imminenti?

Stiamo pensando di organizzare nei primi mesi del prossimo anno un vero congresso provinciale dei Giovani Padani di Parma.

Torniamo alla Turchia: perché siete contrari all'ingresso della Turchia nell' Unione Europea?

Il motivo è molto semplice: la Turchia non fa parte dell'Europa né storicamente, né culturalmente, né geograficamente. Questo è un tema importantissimo poiché si rischia di snaturare l'essenza stessa dell'Europa che, pur presentando moltissime specificità, possiede una matrice comune di valori condivisi, in primo luogo le radici cristiane che i tecnocrati di Bruxelles hanno rifiutato di inserire nelle costituzione europea. La Turchia rappresenta un mondo totalmente estraneo e che oltretutto nella storia ha più volte tentato di invadere e conquistare l'Europa; basti ricordare le battaglie di Lepanto e di Vienna in cui i nostri eserciti hanno difeso la civiltà europea dall'attacco degli arabi musulmani. La Turchia è un paese islamico, non rispetta i diritti umani, consente pratiche come la tortura e in quel paese le donne sono esseri di serie B; inoltre occupa in modo illegittimo una parte dell'isola di Cipro senza dimenticare che questo stato, che alcuni vorrebbero farci credere evoluto e civile, ancora non riconosce il genocidio di 2 milioni di Armeni e perseguita la minoranza curda. Ma ancor più di tutti questi motivi rimane il fatto che la Turchia non è un paese europeo.

Cioè?

La Lega Nord ed i Giovani Padani si battono da sempre per una Europa dei popoli e delle identità in contrapposizione al partito trasversale che obbedisce agli interessi dei potentati economici e delle lobby di ogni sorta. Stupisce l'assordante silenzio dei mass media su una questione che condizionerà il futuro delle nostre nazioni e stupisce anche come su certi argomenti destra e sinistra si ritrovino tacitamente in accordo: dai DS ad Alleanza Nazionale sono tutti favorevoli ad una rapida annessione. Ma la Lega non permetterà questo scempio: con la Turchia tra qualche decennio potremmo avere un'Europa a maggioranza islamica, forse i vari Fini, Berlusconi e allegra compagnia non si rendono conto di questo!

Se ti dico “Parma multietnica” cosa ti viene in mente?

Mi viene in mente ciò in cui purtroppo si sta trasformando la nostra città e la nostra provincia. Anche questo è un tema focale per noi che ci opponiamo fermamente al pensiero unico dominante comune a tutti gli altri schieramenti politici. La Lega Nord e i Giovani Padani lotteranno per difendere la nostra identità etno-culturale, le nostre tradizioni, le nostre radici. Ci opponiamo totalmente al progetto di creare il cosiddetto melting pot, cioè una società composta da individui senza anima e senza identità; questo è ciò a cui aspirano trasversalmente gli schieramenti politici di destra e di sinistra, la chiesa progressista, di cui qui a Parma abbiamo illustri esemplari (vedi don - imam Scaccaglia), le lobby economiche, senza dimenticare tutto il variegato mondo dei no global e dei girotondi vari che si proclamano avversari della globalizzazione sfrenata di cui in realtà rappresentano un ingranaggio perfettamente inserito, contraddistinti come sono da un nichilismo morale totale.

Immigrazione.

Ecco. Lo strumento principe di questo tentativo di omologazione culturale è il favoreggiamento dell'immigrazione selvaggia che ci viene sbandierata come inevitabilmente positiva, non si sa per quali motivi. La situazione è aggravata dal fatto che oggi l'immigrazione prevalente è quella islamica, la cui cultura è diametralmente opposta alla nostra: la gente deve rendersi conto che sono gli islamici stessi i primi a rifiutare la famigerata integrazione di cui i nostri benpensanti si riempiono la bocca. Questi buonisti “senza se e senza ma”, spot viventi della più becera ipocrisia, campioni di ecumenismo e profeti dell'iperlaicismo si ergono a paladini dei diritti e delle libertà, ma non ho sentito nessuno di loro pronunciare una parola riguardo al fatto che in Turchia le donne conducono una vita da schiave, costrette a incappucciarsi ed a sposare uomini che non conoscono; non ho sentito mai una parola nemmeno quando i no global hanno recentemente devastato Venezia mossi soltanto dal loro unico ideale: il vandalismo; e non ho sentito nessuno aprire bocca in occasione della visita della premiata ditta Ciampi-Fini in Cina: eppure anche in quel paese vige ancora un regime che soffoca le libertà e reprime le minoranze. Noi diciamo no all'invasione islamica, no allo sradicamento dei popoli dalla loro cultura; noi anzi siamo gelosi delle nostre specificità identitarie e storiche, perché un popolo che dimentica la propria storia è un popolo senza futuro.

Torniamo alla Lega Nord: qual è il vostro rapporto con il movimento e cosa è scaturito dal recente congresso?

Devo dire che i rapporti con il movimento sono buoni ma vanno intensificati perché una maggior collaborazione tra i militanti storici e la componente giovanile potrebbe rivelarsi sempre più fruttuosa anche in termini di guadagno di consenso: ci sono tanti giovani che condividono il pensiero leghista e le battaglie che il Movimento porta avanti praticamente da solo, molti si stanno rendendo conto che la Lega Nord è davvero l'ultimo baluardo a difesa della nostra civiltà e dei nostri popoli poiché diversamente dagli altri è slegata dalle logiche clientelari e centraliste a cui rispondono gli altri partiti.

La scorsa settimana si è svolto il congresso provinciale che ha visto la rielezione di Stefano Zibana a segretario provinciale. Che giudizio dai di Zibana?

Credo che abbia lavorato molto bene negli ultimi tre anni, ma tanto resta ancora da fare. I buoni risultati elettorali conseguiti danno una spinta in più ma ciò deve essere uno stimolo a impegnarsi ulteriormente, specialmente considerando che ci troviamo in un territorio difficile in cui i retaggi del passato sono duri a morire. Credo comunque che la cosa fondamentale sia la voglia da parte di tutti i leghisti di lavorare per il bene del movimento, evitando conflitti e questioni interne di cui qui a Parma si sono già tastati i dannosi effetti un po' di anni orsono e che allora tarparono le ali ad un movimento in grande ascesa. La Lega Nord deve essere diversa anche in questo rispetto agli altri partiti; questo non significa che non vi possa essere un confronto interno serio e costruttivo, che è anzi positivo, bensì che poi, giunti ad una sintesi, si remi tutti dalla stessa parte nell'interesse della Lega e quindi della gente.